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Visualizzazione post con etichetta lavorare. Mostra tutti i post
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giovedì 10 ottobre 2013

Prime lacrime per te

Ti vengo a prendere al nido. Mi vedi dalla finestra, corri verso il vetro con un sorriso che va da qui a lì e mi saluti. Entro e tu mi corri incontro e ti butti tra le mie braccia. Mentre l'educatrice (buonanima) ci racconta che hai mangiato tutta la pappa e sei stata, in fondo, nonostante tutto, considerato il carattere... abbastanza brava, tu apri da sola il tuo armadietto, afferri le scarpine di Peppa Pig e me le porgi, felice. Ti vesto, ti sistemo sul passeggino e ti guardo andare via con papà mentre mi dirigo alla macchina per andare al lavoro.

venerdì 23 novembre 2012

Il Diavolo veste Pr...enatal

Fame. Il ticchettio delle mia dita sulla tastiera interrotto da un rumore sordo. Un secondo di silenzio e poi un sonoro urlo di disperazione. Sulla mia sinistra intravedo la gnoma spiaccicata sotto la mia maxi-borsa che il curioso infante ha voluto tirar giù dal ripiano a cui era appoggiata. Corro a salvare mia figlia, che trovo incazzata nera e dolorante. Due coccole e l'incidente è dimenticato. La risistemo per terra, la guardo strisciare verso mete ignote e ricomincio a lavorare.

venerdì 1 giugno 2012

Mezzora da casalinga. Colpa del Papa?

Cleaning
Venerdì mattina. Io e Marito ci svegliamo, ci sediamo ancora assonnati alle nostre postazioni di lavoro (lui nello studio, io in salotto) e accendiamo i nostri computer. Pochi secondi dopo un duplice urlo agghiacciante: "Internet non va!". Il panico. Fastweb, prontamente contattata, ci dice di andare gentilmente a fanculo (o meglio, il senso era quello, in realtà ci hanno detto "Vi richiamiamo noi"). Io e Marito ci buttiamo sui cellulari. Niente da fare: né il mio né il suo si degnano di connettersi alle rispettive reti internet (e dire che abbiamo anche due operatori diversi). Il dubbio sorge spontaneo: che sia tutta colpa del Papa? Che abbiano deciso di bloccare tutte le connessioni di Milano e hinterland per evitare attentati e vaneggiamenti eretici sui social network? C'è una sola cosa da fare. Chiamare la mamma.

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