Non vi farei mai questo.
E non lo farebbe mai nemmeno la Gnoma. Intendo cantare per tre lunghissimi minuti "We are the world, we are the children". Oh no.
Perché Emma è come la sua mamma. DETESTA esibirsi. Solo che la sua mamma è succube e autolesionista (tanto che ieri, per dire, si è esibita sette volte, SETTE, sul palco di un oratorio per il saggio di country, ballando sotto i riflettori finché i jeans non le si sono trasformati in leggings), Emma no.
Per dire. Un anno fa, saggio del nido. Li vedete tutti quegli adorabili fagottini colorati che si tengono per la mano formando un cerchio? Sembrano tutti uguali, lo so. Ma identificare la Gnoma è facile. Lei è quel cosino rosa che al secondo 13'' decide di tentare la fuga. Io sono quella che dice "No, Emma, NOOOO!!" in sottofondo. Nonna P. è quella che chiede "Ma dove va?!". La poveretta che rincorre la Gnoma e la recupera è una delle maestre. Le risate in sottofondo sono quelle degli altri genitori.
Nel seguente video, la seconda recita scolastica della mia piccoletta. Ho ripreso prima un suo coetaneo, che fa esattamente quello che avrebbe dovuto fare lei sul palco: fare un piccolo percorso saltellando e rientrare dietro le quinte. Lei è quella che entra per seconda. Quel cosino biondino con un enorme grembiule da cucina nero (quello delle Sfide di MasterChef, mio regalo per Marito). È quella che entra in scena, si rende conto della presenza del pubblico e alza le mani al cielo in un gesto di stizza. Quella che sembra gridare "Io mi rifiuto di prestare il mio talento e la mia dignità a questa farsa!". Quella prontamente recuperata da una delle maestre e costretta a fare la sua parte. Quella, quella è mia figlia. La stessa che una volta scesa dal palco mi ha abbracciata e mi ha chiesto con aria angelica "Allora mammina, ti è piaciuta la recita?". Oh sì Emma, mi è piaciuta eccome!
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